LA NEBBIA E IL MARE
Solo, resto in piedi sul mio balcone nel nero sfumato della
notte,
osservo un mare che non c’è se non nello sciabordio nelle
mie orecchie,
attendo che il velo di nebbia trovi la strada che porta nei
più intimi,
nascosti reconditi del mio animo.
È un ritmo umido e lento, incostante musica insistente,
melodia d’un velo che si discosta e s’apre solo per
riavvolgerti ancora,
infonde una stasi ovattata e confonde, ristora inquietudini che non riesco a placare.
L’insicurezza è un’orma sulla sabbia che si perde alla
vista,
cercata e non trovata, esiste solo lì dove non può essere
raggiunta,
è la voce, la parola tanto sperata che mai si palesa,
è lo sguardo buttato lì, dove l’ombra nasconde l’onda,
dove il vuoto non si riempie mai con quel che vorresti sentire...
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